In Europa è scattato il bando della plastica monouso

 In Naturworld

Anche in Italia lo scorso 3 luglio è entrata in vigore la direttiva europea che vieta la vendita di posate, piatti, bicchieri e cotton fioc. Bruxelles è però pronta ad aggiustare il tiro, perché sotto la scure della normativa ci sono finite anche le bioplastiche

Dallo scorso 3 luglio l’Unione Europea ha messo definitivamente al bando gli oggetti in plastica più inquinanti. È quanto stabilito dalla direttiva europea Single Use Plastic (SUP) 2019/904, che mira a prevenire e contrastare la creazione di rifiuti marini. Sotto la scure di Bruxelles ci sono però finite anche le bioplastiche, nonostante siano la strada maestra per eliminare completamente il polietilene dagli oggetti di uso quotidiano. L’incongruenza di questa decisione è stata sollevata da Gianluca Greco, co-fondatore di Natur World, che in un’intervista al Secolo XIX ha rivelato che un anno fa voleva aprire una linea di bicchieri e forchette, ma proprio a causa dell’imminente entrata in vigore della direttiva SUP ha deciso di rinunciare.

In attesa che l’Unione Europea aggiusti il tiro, spariranno dunque dagli scaffali dei supermercati prodotti quali cotton fioc, posate, piatti, cannucce, bicchieri e contenitori per alimenti e bevande. Per altri prodotti in plastica, come attrezzi da pesca, sacchetti di plastica monouso, bottiglie, contenitori per bevande e alimenti per il consumo immediato, confezioni e involucri, filtri per tabacco, articoli sanitari e salviette umidificate, sono previste limitazioni nell’uso ma non il divieto assoluto.

La normativa comunitaria fissa inoltre un obiettivo di raccolta del 90% per le bottiglie di plastica entro il 2029 e stabilisce che entro il 2025 il 25% di esse debba essere composto da materiali riciclati, quota che salirà al 30% entro il 2030.

“In Europa si avverte sempre più l’urgenza di fare il possibile per porre fine all’inquinamento da plastica nei nostri mari – ha detto Frans Timmermans, vicepresidente vicario della Commissione Ue – L’Unione Europea sta rispondendo a questa chiara richiesta dei nostri cittadini; abbiamo adottato misure ambiziose e concrete per ridurre l’uso dei prodotti di plastica monouso. Le nuove norme ci aiuteranno a proteggere la salute dei nostri cittadini e a salvaguardare l’ambiente naturale, promuovendo nel contempo modelli di produzione e consumo più sostenibili”.

Secondo i calcoli della Commissione Ue stessa la direttiva SUP ridurrà il danno ambientale di 22 miliardi di euro, cifra equivalente al costo stimato dell’inquinamento da plastica in Europa fino al 2030.

Anche l’Italia ha recepito la direttiva, approvandola in via definitiva lo scorso aprile: saranno messe al bando, dunque, tonnellate di plastica inquinante, ma l’inserimento di alcune prescrizioni specifiche contro gli imballaggi di carta plastificata ha suscitato vivaci reazioni da parte di Confindustria. In particolar modo sono finite nel mirino dell’associazione confindustriale i divieti che colpiscono i prodotti monouso in carta ricoperti da un velo di plastica e le bioplastiche.

Lo stesso Timmermans ha però già annunciato che importanti novità sono in arrivo proprio per le bioplastiche: “Nel nostro piano d’azione per l’economia circolare, proporremo una definizione di bioplastiche, di modo che possano essere davvero biodegradabili, riciclabili e compostabili. Alcune creano infatti problemi perché non è sempre chiaro come sono fatte e come possono essere riciclate, un aspetto cruciale per i consumatori”.